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Mafia: due incontri con Salvatore Borsellino a San Lazzaro di Savena (Bo) - 17/11/2017
di Redazione 19luglio1992.com - 16 novembre 2017

(DIRETTA STREMING)
Salvatore Borsellino, fratello minore di Paolo, sarà ospite a San Lazzaro di Savena (Bologna) in due incontri organizzati per il 17 novembre da Agende Rosse.  Alla mattina sarà intervistato dal giornalista Marco Lillo all'Itc Mattei, alle 10.30, in un'iniziativa dal titolo 'Bugie e verità. La lunga strada per arrivare ai mandanti delle Stragi del 1992-1993'. Il pomeriggio è invece previsto un convegno, alle 18.30, alla camera del lavoro di San Lazzaro, su 'Le verità taciute del processo Borsellino quater'. Dopo l'introduzione di Luana Rocchi, segreteria Cgil di Bologna, prenderanno la parola, oltre a Borsellino, gli avvocati Calogero Montante, Domenico Morace e Fabio Repici. Modererà sempre Marco Lillo del Fatto Quotidiano.
(ANSA)

L'incontro delle 18.30 verrà trasmesso in diretta streaming


 

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16

Nov

2017

Il Giardino di Scidà. Un bene confiscato alla mafia diventa casa memoria PDF Stampa E-mail
Scritto da Produzionidalbasso.com   
di produzionidalbasso.com - 17 novembre 2017

Un bene confiscato alla mafia. Una casa con un bellissimo giardino nel centro della città di Catania, in via Randazzo 27. Una rete di associazioni che vuole trasformare quello che è stato un luogo di mafia in un giardino per il quartiere e in una “casa memoria” della lotta alla mafia.
L'abbiamo chiamato “Il Giardino di Scidà”. Gli abbiamo dato il nome di un giudice, storico presidente del Tribunale dei minori di Catania, che tanto ha fatto per combattere la mafia e per salvare intere generazioni dalla criminalità.
Catania ha pochissimi luoghi della memoria della lotta alla mafia. Per qualcuno a Catania la mafia non è mai esistita. Per questo vogliamo costruire, proprio in un bene confiscato alla mafia e affidatoci dal Comune, una “casa memoria”, dove raccontare attraverso documenti, oggetti, foto, video, racconti la storia del potere mafioso in città, ma soprattutto le tante storie di chi contro la mafia si è battuto. Come Giuseppe Fava, direttore de I Siciliani, assassinato il 5 gennaio 1984. Come Giambattista Scidà che ha speso la sua vita “per la giustizia, per Catania”. Una casa e un giardino aperti alle scuole, alle famiglie, al quartiere.
Per fare tutto questo abbiamo bisogno del vostro aiuto.
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07

Nov

2017

Incontri: a Grugliasco (TO) secondo appuntamento di E-Venti di Giustizia PDF Stampa E-mail
Scritto da Movimento agende rosse Torino - Gruppo "Paolo Borsellino"   
di Movimento agende rosse Torino - Gruppo "Paolo Borsellino" - 7 novembre 2017

Sabato 11 novembre a  Grugliasco(TO) il secondo appuntamento di E-Venti di Giustizia organizzato dalle Agende Rosse di Torino - gruppo ‘Paolo Borsellino’.
Alle ore 9,30  Salvatore Borsellino e Ferdinando Imposimato incontreranno presso l'Aula Magna dell' ITI Majorana gli studenti  e la cittadinanza. 
Alle ore 12 sarà inaugurata presso il Comune di Grugliasco - Area Espositiva - la mostra della Legalità curata dalle associazioni Gru Club AdB e Agende Rosse.
La mostra della legalità è una sinossi storica che ripercorre un periodo di storia recente, dagli anni 80 fino ad oggi, in un' ottica di legalità e di lotta alla mafia. Dalla nascita del pool antimafia di Rocco Chinnici a quello di Antonino Caponnetto fino a quello con Antonino Di Matteo. Dalla anatomia del maxi, il processo penale più grande di tutti i tempi, alla struttura attuale delle istituzioni antimafia che combattono finalmente in modo organizzato la criminalità organizzata.
In mostra 36 pannelli che cercano di raccontare cosa è stato il maxi processo e quale eredità ci hanno lasciato i protagonisti di questa storia dando un grande contributo a quanti vogliono conoscere il passato per meglio capire il presente.
Attachments:
Locandina[ ]07/11/2017 21:16
 

06

Nov

2017

Lotta alle mafie ed al femminicidio - Altino (CH), 11/11/2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da Movimento delle Agende Rosse gruppo “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” Abruzzo-Chieti   
di Movimento delle Agende Rosse gruppo “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” Abruzzo-Chieti - 6 novembre 2017

L’Istituto scolastico comprensivo “G. De Petra” di Casoli (Chieti), la rivista on line “Antimafia2000” (www.antimafiaduemila.it) ed il movimento delle Agende Rosse (www.19luglio1992.com) di Salvatore Borsellino gruppo “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” Abruzzo-Chieti, con il patrocinio dei Comuni di Casoli ed Altino, organizzano gli eventi: “Lotta alle mafie ed al femminicidio. Il coraggio di dire no. Lea Garofalo la donna che sfidò la ‘ndrangheta”. Gli incontri si terranno sabato 11 novembre 2017, rispettivamente a Casoli alle ore 10,00 presso la sala polivalente del palazzetto dello sport, riservato solo agli Alunni, mentre nel pomeriggio ad Altino alle ore 17 presso il comune sala consiliare “A. Clementino” per la cittadinanza.
Ad introdurre i due incontri sarà la D.ssa Anna Di Marino Dirigente scolastico “G. De Petra”. Per gli indirizzi di saluto i rispettivi sindaci di Casoli Dr. Massimo Tiberini e di Altino Prof. Vincenzo Muratelli. Mentre i relatori saranno: il Dr. Paolo De Chiara giornalista e scrittore d’inchiesta e la Sig.ra Marisa Garofalo Sorella di Lea, donna uccisa dalla ‘ndrangheta. Nell’evento del mattino interverranno anche gli Alunni dell’istituto scolastico con le domande ai relatori oltre che leggere il “Discorso agli ateniesi, Pericle 461 a. C.” sulla democrazia e le “Riflessioni” di Paolo Borsellino. A moderare gli incontri il Sig. Massimiliano Travaglini delle Agende Rosse.
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16

Nov

2017

Incontri: quando l‘antimafia è un alibi - Reggio Emila, 17/11/2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da Movimento Agende Rosse Rita Atria di Reggio Emilia e Provincia   
di Movimento Agende Rosse Rita Atria di Reggio Emilia e Provincia - 16 Novembre 2017

Stiamo collaborando con 100X100 in movimento, per iniziare ad affrontare il fenomeno che riguarda l’antimafia quando  è solo  un alibi. Fenomeno alquanto diffuso e preoccupante che richiede venga fatto emergere.
 Lo facciamo portando a Reggio Emilia una vicenda emblematica quanto grave. Una famiglia, due genitori e una bimba di 3 anni, presi in ostaggio da un uomo che, contemporaneamente e forse tuttora, paradossalmente, costruisce, attraverso la cinematografia, dei docufilm antimafia.
Crediamo che la conoscenza di questo  fenomeno (delinquenziale)  che negli anni, è spesso emerso in vario modo, nel pubblico e nel privato sociale, debba realizzarsi nelle menti e nel pensiero  di ognuna e ognuno di noi. Fare questo fa bene a prescindere perché come diceva Rita Atria: ”Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarci…”
E la vicenda riportata in “The Truman Boss” è la dimostrazione di quanto la coscienza umana debba fare i conti con se stessa prima di incamminarsi verso luoghi interni e intrapsichici di  legalità.
 
 

07

Nov

2017

Incontro a Guidonia Montecelio (RM): Conoscere per essere liberi PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Agosti   
di Francesco Agosti - 7 novembre 2017

Incontro pubblico ad ingresso libero organizzato dal Movimento delle Agende Rosse - Gruppo "Rosario Livatino" di Guidonia Montecelio. Convegno dal titolo "Conoscere per essere liberi. La cultura della legalità nel contrasto alla mafia e al terrorismo di ieri e di oggi", parteciperanno come relatori il Procuratore della Repubblica di Palermo e di Torino, Gian Carlo Caselli, ed il Procuratore di Tivoli, Francesco Menditto. L'evento si svolgerà presso l'auditorium del Liceo "Ettore Majorana" di Guidonia, iniziando alle ore 16.00 con la proiezione del film "La siciliana ribelle" di Marco Amenta a cui farà seguito alle ore 18.00 l'incontro con i suddetti Procuratori. Tutta la cittadinanza è invitata a parteciparvi.
 

31

Ott

2017

Mafia e stragi del '93, Berlusconi indagato PDF Stampa E-mail
Scritto da S. Palazzolo e F. Selvatici   
di Salvo Palazzolo e Franca Selvatici

Le intercettazioni del boss Graviano che evocano il leader forzista come mandante alla base di un fascicolo aperto da Firenze. Coinvolto Dell'Utri, ma il suo avvocato sostiene che una frase chiave è stata male interpretata.


Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri sono nuovamente indagati nell'inchiesta sui mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993, che colpirono Firenze, Roma e Milano. La procura di Firenze ha già ottenuto dal giudice delle indagini preliminari la riapertura del fascicolo, archiviato nel 2011, e ha delegato nuovi accertamenti alla Direzione investigativa antimafia. Obiettivo, passare al setaccio le parole pronunciate in carcere dal boss Giuseppe Graviano, intercettato dai pubblici ministeri palermitani del processo 'Trattativa Stato-mafia' mentre parlava dell'ex presidente del Consiglio e dall'ex senatore di Forza Italia in carcere per scontare una condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

"Berlusconi mi ha chiesto questa cortesia, per questo c'è stata l'urgenza", diceva Graviano, il padrino condannato per le stragi, al suo compagno dell'ora d'aria, il camorrista Umberto Adinolfi. Era il 10 aprile dell'anno scorso, le telecamere della Dia spiavano il braccio del 41 bis del penitenziario di Ascoli Piceno.

"Lui voleva scendere, però in quel periodo c'erano i vecchi - insisteva Graviano, che è in carcere dal 1994 - lui mi ha detto: ci vorrebbe una bella cosa". E ancora: "Trent'anni fa, venticinque anni fa, mi sono seduto con te, giusto? Ti ho portato benessere. Poi mi è successa una disgrazia, mi arrestano, tu cominci a pugnalarmi. Per cosa? Per i soldi, perché ti rimangono i soldi...". Parole che il legale di Berlusconi, l'avvocato Nicolò Ghedini, ha bollato come "illazioni e notizie infamanti prima del voto, non avendo mai avuto alcun contatto il presidente Berlusconi né diretto né indiretto con il signor Graviano".

Quattordici mesi di intercettazioni sono state depositate al processo di Palermo, nel giugno scorso (dove è indagato Dell'Utri), ma ci sono centinaia di omissis in quelle carte. Tutto il dossier è stato invece inviato dai pm Di Matteo, Del Bene, Tartaglia e Teresi alle procure di Firenze e Caltanissetta, che indagano rispettivamente sulle stragi del 1993 e quelle del 1992. Ed ecco le nuove indagini. Firenze ha riaperto, Caltanissetta sta valutando. Mentre infuoca la polemica al processo 'Trattativa Stato-Mafia'. "Graviano non dice Berlusconi, ma bravissimo", sostiene il legale di Dell'Utri, Giuseppe Di Peri, e i suoi esperti sostengono questa versione. Ma i superesperti nominati dalla Corte d'assise danno ragione alla procura. "Graviano parla di Berlusconi". I giudici avevano convocato il boss delle stragi al processo di Palermo, per chiedere a lui direttamente. Ma Graviano ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.

 

 
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita